Quello che non puoi ignorare per avere comfort all’interno della tua abitazione?

Quali sono i fattori da cui dipende un buon clima ambientale?

  1. Aria in movimento (spifferi)
  2. Umidità dell’aria (che può essere o troppo secca o troppo umida)
  3. Temperatura dell’aria (che può essere o troppo fredda o troppo calda)
  4. Temperatura superficiale dell’ambiente (temperatura superficiale media)

Il tuo corpo si adatta alle condizioni ambientali (ci acclimatiamo) ma esiste una zona di comfort. Esistono limiti di temperatura, all’interno dei quali ti senti meglio. Questi sono parametri soggettivi. Sono diversi da persona a persona. I tuoi sono sicuramente diversi da quelli dei tuoi genitori, di tuo marito, dei tuoi figli. Ma esistono dei valori medi in cui tutte le persone hanno una maggiore sensazione di benessere. Quando sei soddisfatto dai 4 punti che ti ho elencato allora sei in condizione di benessere termico.

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Quello che non puoi ignorare per vivere in modo salubre all’interno della tua abitazione!

Benessere abitativo

Cosa si intende per benessere abitativo di una abitazione?

Da cosa puoi capire quale è il benessere abitativo all’interno della tua unità immobiliare?

  1. Una buona qualità dell’aria ambiente
  2. Un buon clima ambientale

La qualità dell’aria negli ambienti interni è influenzata:

  1. Aria esterna
  2. Condizioni strutturali
  3. Arredamento
  4. Modi di vivere all’interno dell’unità immobiliare

Considera che la maggior parte del tempo della giornata la passi all’interno delle strutture, non all’aria aperta (ufficio, casa, centri commerciali, negozi, ecc…), la qualità dell’aria di questi ambienti diventa quindi un fattore importante per il tuo benessere e per la tua salute. Continua a leggere!

Il progetto dell’impianto è sempre Obbligatorio?

Quando intervieni su un impianto il progetto è sempre obbligatorio? Oppure lo devo fare solo quando interviene un termotecnico?

Il tema è regolato dal DM 37/08. Il DM 37/08 sostituisce la legge n° 46 del 5 Marzo 1990 in fatto di dichiarazioni di conformità.
E’ in questo decreto che troviamo risposta alla tua domanda.

Il progetto è sempre obbligatorio! Sia in caso di nuova installazione, che in caso di manutenzione che di trasformazione di un impianto esistente. L’articolo 5 del DM 37/08 lo definisce chiaramente. Può essere redatto da un libero professionista abilitato oppure dal responsabile tecnico dell’azienda installatrice a seconda dei casi, ma non può mai essere omesso. Continua a leggere!

Detrazioni fiscali per riqualificazione energetica: l’aliquota del 65% e diminuita?

Le detrazioni fiscali per riqualificazione (ex pratica 65% o che riguardavano la pratica ENEA) sono diminuite?

Pratica del 65%

Con la legge di Bilancio 2018 sono state modificate le aliquote per la detrazione fiscale per le riqualificazione energetica (pratica 65%). Sono diminuite? Per alcuni commi purtroppo si. Solitamente quel tipo di detrazione veniva identificato con: pratica del 65%. Ad oggi infatti alcuni interventi che sino a dicembre 2017 erano detraibili al 65%, risultano detraibili solo al 50%.
L’ENEA, sul suo sito, tiene aggiornati i tecnici e gli utenti finali in merito a due cose:

  1. Non sono ancora stati pubblicati i decreti attuativi della legge di bilancio, quindi non mette online il sito relativo agli incentivi fiscali dell’anno 2018. Siccome tra poco sarà finito marzo e quindi saranno terminanti i classici 90 giorni per presentare la pratica ENEA per i lavori che potrebbero essere stati conclusi a gennaio 2018, parla di eventuali deroghe. Rimanda però qualsiasi certezza all’uscita dei decreti attuativi.
  2. Indica le nuove percentuali di detrazione per i lavori di riqualificazione energetica. 

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Come si calcola l’area di apertura del foro di Ventilazione e di Aerazione?

Calcolare l’area del foro di Ventilazione e di Aerazione

Come ti abbiamo promesso riprendiamo il discorso del foro di Ventilazione e di Aerazione.

Prima di tutto ricordiamo le loro funzioni. La funzione del foro di Ventilazione è quella di fare entrare tanta aria quanta ne viene richiesta dalla combustione. Il foro di aerazione serve per l’espulsione dall’ambiente di prodotti della combustione e  vapori di cottura.

Caso Primo

Aerazione e Ventilazione assicurate mediante aperture permanenti e apparecchi di cottura installati con sorveglianza di fiamma. L’aerazione del locale deve essere in prossimità del soffitto. La sua altezza non deve essere inferiore a 1.80 metri dal pavimento. La sua sezione netta deve essere almeno di 100 cm².
La ventilazione del locale deve essere in prossimità del pavimento. La sua altezza non deve essere maggiore di 300 mm. La sua sezione netta deve essere almeno di 100 cm².

Cos’è un dispositivo di sorveglianza di fiamma?

Il dispositivo di sorveglianza di fiamma è una termocoppia. Ha lo scopo di bloccare la fuoriuscita di gas nel momento in cui il gas stia uscendo dal fornello ma la fiamma si sia accidentalmente spenta. In questo caso la fuoriuscita di gas sarebbe pericolosa e tenderebbe ad accumularsi nell’ambiente.

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Foro di Aerazione e di Ventilazione

Siamo sicuri che il foro di Aerazione e Ventilazione sia sempre obbligatorio in una cucina?

Per prima cosa voglio spiegarti cos’è un foro di aerazione e un foro di ventilazione. Poi ti darò i riferimenti normativi che ci forniscono la risposta corretta.

Cosa è il foro di VENTILAZIONE?

Il foro di ventilazione è prima di tutto una sicurezza per la vita umana. La sua importanza è fondamentale. La sua funzione è quella di fare entrare tanta aria quanta ne viene richiesta dalla combustione. Cosa succede abitualmente? In molte abitazione puoi trovare il foro di ventilazione “tappato”. Questo perché la “Signora Maria” ha deciso che lo spiffero che quel foro di ventilazione crea è troppo fastidioso. Oppure perché ha paura che possa farle aumentare i costi per il riscaldamento. Oppure ancora perché la penalizza dal punto di vista acustico relativamente ai rumori esterni.

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Ristrutturazioni Edilizie: uscita la nuova Guida per le Agevolazioni Fiscali. Serve la pratica ENEA?

Perché per la prima volta parliamo anche delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia?

Cosa è cambiato rispetto alla vecchia guida?

Ma quindi è uscita la nuova guida per redigere le pratiche ENEA?. Cosa è sempre successo fino a Dicembre 2017? Quando dovevi fare una detrazione fiscale per ristrutturazione (50%) era sufficiente portare le fatture ed i bonifici al professionista che ti redigeva la dichiarazione dei redditi. Poteva essere un CAF o un commercialista, ma era sufficiente dare a loro quei documenti e non dovevi preoccuparti di altro. Dovevi sì verificare di averne diritto. Era lo stesso progettista dell’intervento edile o sempre il tuo CAF o commercialista a darti queste indicazioni. Non dovevi coinvolgere nessun’altra figura professionale.

Quando dovevi coinvolgere un altro professionista?

Eri tenuto a coinvolgere un altro professionista, solitamente un termotecnico, quando volevi accedere ad una agevolazione fiscale per riqualificazione energetica. Fino ad oggi quel tipo di agevolazioni erano chiamate “detrazione del 65%“. Per accedervi era necessario presentare la famosa “Pratica ENEA“. Usciremo a breve con un articolo dedicato alle pratiche ENEA per descrivere quello che avveniva sino al 31 Dicembre 2017 e paragonarlo con le nuove linee guida (quando usciranno) per il 2018.
La precisazione fatta ora ti deve solo servire per farti capire che l’unico caso in cui dovevi incaricare qualcuno di inviare la pratica ENEA era per le agevolazioni per il RISPARMIO energetico. Continua a leggere!

Efficienza energetica, diventa protagonista!

Perché anche tu, con le tue scelte, puoi essere protagonista nella salvaguardia del Mondo?

L’efficienza energetica, la strada per salvaguardare il pianeta

Effetti dell’inquinamento

Perché l’efficienza energetica è legata all’inquinamento? Tutti i giorni alla televisione puoi vedere immagini dell’aumentare del fenomeno della desertificazione (che colpisce soprattutto le regioni tropicali).  Inoltre puoi sentire parlare dello scioglimento delle calotte polari (polo Nord e polo Sud).
Queste sono le aree in cui negli ultimi decenni sono maggiormente aumentate le temperature.

Il fenomeno del distacco di Iceberg che si mettono in movimento verso le acque calde sono fonte di pericolo. Questo fenomeno è pericoloso sia per le imbarcazioni che per la fauna locale, che vede ridursi il terreno a propria disposizione.

Improvvisi cambiamenti meteo, sempre più frequenti negli ultimi anni, tempeste e acquazzoni sono una diretta conseguenza dell’abuso del territorio da parte dell’uomo. Non puoi esserti dimenticato le inondazioni avvenute in Italia in questi ultimi anni. Continua a leggere!