Quello che non puoi ignorare per avere comfort all’interno della tua abitazione?

By | 3 Aprile 2018

Quali sono i fattori da cui dipende un buon clima ambientale?

  1. Aria in movimento (spifferi)
  2. Umidità dell’aria (che può essere o troppo secca o troppo umida)
  3. Temperatura dell’aria (che può essere o troppo fredda o troppo calda)
  4. Temperatura superficiale dell’ambiente (temperatura superficiale media)

Il tuo corpo si adatta alle condizioni ambientali (ci acclimatiamo) ma esiste una zona di comfort. Esistono limiti di temperatura, all’interno dei quali ti senti meglio. Questi sono parametri soggettivi. Sono diversi da persona a persona. I tuoi sono sicuramente diversi da quelli dei tuoi genitori, di tuo marito, dei tuoi figli. Ma esistono dei valori medi in cui tutte le persone hanno una maggiore sensazione di benessere. Quando sei soddisfatto dai 4 punti che ti ho elencato allora sei in condizione di benessere termico.


 

Aria in movimento

Hai mai fatto caso quanto sia fastidiosa l’aria in movimento (spifferi)? Sprattutto se ad una differente temperatura rispetto a quella di comfort interna? E se lo stesso movimento dell’aria, con la stessa velocità, investisse il tuo corpo ma all’esterno dell’edificio? Bè, la sensazione sarebbe molto meno fastidiosa. Queste correnti d’aria sono causate dalle fessure, dagli infissi non ermetici. Possono essere eliminate con particolari tecnologie costruttive ermetiche al passaggio di vento ed aria.

Umidità dell’aria

Quando parlo di Umidità, intendo Umidità Relativa.

Se l’umidità è inferiore al 35%, all’interno dell’unità immobiliare, viene favorita la formazione di polvere e può essere favorita la formazione di elementi che possono dare origine ad infiammazioni respiratorie. Per questo, durante il periodo invernale, ti consiglio di avere una umidità dell’aria ambiente almeno pari al 35%. Come puoi fare per sapere quale è l’umidità relativa all’interno della tua unità immobiliare? Non voglio fare pubblicità a nessuna marca. Ormai praticamente tutte le case che producono termostati producono anche umidostati. Spesso è la stessa apparecchiatura che gestisce la temperatura all’interno della tua abitazione a rilevare anche la percentuale di umidità relativa presente, tramite un semplice display.

Oppure esistono apparecchi dedicati (igrometri) che effettuano questa misura. Il mio consiglio? Acquistane uno. Conoscere il tasso di umidità all’interno della tua abitazione è fondamentale per la tua salute. Inoltre ti serve anche per capire se puoi essere a rischio per la formazione di muffe e condense all’interno dell’appartamento.

Per esempio se l’umidità supera il 70%, sulle zone più fredde si può rischiare di avere la formazione di condensa, che può dare origine a muffa che è nociva per la salute.

Lo sai che il raffrescamento del corpo avviene mediante evaporazione dalla pelle?

In estate, quando il processo di raffrescamento è fondamentale, il tasso di umidità dell’aria è estremamente importante. Per esempio con un tasso di umidità intorno al 50 -60% inizierai a sudare mediamente sui 25°-28°C. Quando il tasso di umidità supera il 70% provoca una difficoltà di cessione del calore che viene percepito come un malessere.

Temperatura dell’aria

Quale è la temperatura interna della tua abitazione a cui preferisci stare per dire che sei in uno stato di confort?

Non puoi rispondere in modo univoco a questa domanda. La prima cosa che mi dovresti chiedere è: ma in che periodo dell’anno? In estate oppure in inverno? Quando sono vestito in pausa pranzo? Quando sono in pigiama la sera magari seduta sul divano a vedere un film? Oppure quando sono svestito subito dopo essermi fatto una doccia? Mentre cammino o mentre sono fermo?

Ti faccio queste domande solamente per farti capire che non esiste una temperatura univoca di comfort. Se facessi questa domanda a dieci persone, probabilmente otterrei dieci risposte diverse, a seconda delle loro abitudini, delle loro sensazioni, e della loro età.

Cosa dicono le norme?

Le norme vengono in aiuto ai tecnici che non possono progettare le case e gli impianti a seconda delle sensazioni dell’utente finale. Sarebbe un delirio e non esisterebbero criteri oggettivi per valutare se un progetto è stato fatto bene oppure no.

Ecco perché la temperatura di comfort invernale intesa come temperatura di progetto viene stabilita a 20°C, mentre quella estiva è stabilita a 26°C. Ovviamente tutti i progetti devono dare la possibilità all’utente finale, proprio in ragione di questa variabilità, di avere margine di manovra sul settaggio delle temperature interne, e così è nel concreto. Ovvero la temperatura di progetto invernale come detto è 20° C, ma qualsiasi progetto tiene conto di lasciare la possibilità all’utente finale di alzare o abbassare la temperatura entro un certo range (magari a scapito dell’esborso economico a seguito dell’innalzamento anche solo di un grado della temperatura durante l’invero) anche nel periodo più freddo o più caldo dell’anno.

Temperature di riferimento

Questo non ti deve autorizzare a pensare che se in Emilia Romagna per una settimana si verificasse una temperatura esterna di -15°C, la tua abitazione potrebbe tranquillamente raggiungere i 22 °C interni, perché anche in questo caso la norma, per non lasciare ogni decisione al caso, ha diviso tutta l’Italia in fasce climatiche e per ogni comune ha dato una temperatura minima e massima da considerare nel calcolo quando si dimensionano gli impianti. Qui ad Imola questa temperatura è -5 °C, per cui se la temperatura arrivasse a -10 °C la tua abitazione potrebbe non raggiungere la temperatura di comfort.

Ovviamente queste temperature non sono state imposte a caso, non è stata fatta una lotteria casuale, ma si sono analizzati i dati climatici degli ultimi anni per fare in modo di dare ai progettisti un dato più attendibile possibile in modo da garantire il comfort ai loro clienti.

Anche se vivi in una casa molto vecchia, in cui non sono mai stati rifatti gli impianti, o magari in un vecchio condominio con riscaldamento centralizzato in cui gli impianti sono gli stessi da cinquant’anni, magari scaldati con quei bei termoconvettori che appena sono coperti da un po’ di polvere non emettono più calore, non puoi pensare di raggiungere i 20°C interni in inverno in tutte le situazioni. Anzi, non voglio scoraggiarti, ma io ho vissuto per molti anni proprio in una casa non coibentata e con questo tipo di impianto. Spendevo davvero cifre astronomiche per il riscaldamento, negli ultimi anni non riuscivo a raggiungere i 20°C durante i due mesi centrali del periodo invernale.

Temperatura superficiale interna

Un altro fattore che non puoi non considerare è la temperatura superficiale interna delle pareti perimetrali della tua casa, comprese le superfici degli elementi di riscaldamento. La temperatura dell’aria infatti e la temperatura media superficiale interna influiscono nello stesso modo sulla sensazione del comfort.

Detto questo immagina cosa può succedere se la temperatura dell’aria fosse di 21 °C e la temperatura superficiale delle pareti che circondano la tua abitazione fosse di 4°C inferiore (che è esattamente quello che accade durante il periodo invernale in edifici poco coibentati). Quello che accade è che la temperatura di 20 °C viene percepita come troppo bassa e quindi deve essere aumentata per riuscire a garantirti il benessere interno.

Cosa è la temperatura percepita? E’ la media tra temperatura dell’aria e superficiale interna. Se questa temperatura si trova tra i 19 °C ed i 23 °C con una umidità relativa tra il 40% ed il 60% allora la maggior parte degli utenti finali si trova in una condizione di comfort. Come linea generale ricordati che la differenza tra la temperatura dell’aria e la temperatura delle pareti superficiali deve essere il più limitata possibile. Questo cosa significa? Significa avere delle pareti esterne o costruite con materiali ad altissima efficienza energetica oppure coibentate.

Coibentare infatti non solo aumenta la temperatura superficiale interna, ma fa si che la muratura stessa rimanga per tutto lo spessore sensibilmente più calda rispetto alla condizione della muratura senza coibente, facendo si che la struttura possa anche accumulare più calore.