Scarico a parete: si può?

By | 6 aprile 2018

E’ possibile effettuare lo scarico a parete in caso di ristrutturazione di impianto termico?

Se sia possibile o meno scaricare a parete è una bella domanda. Si sentono in giro pareri diversi su questa questione. Alcuni sostengono sia una cosa possibile. Alcuni dicono che non si può in alcun caso. Altri dicono che è necessario sentire il parere del comune di competenza. E invece non è così.

Normative di riferimento

La questione dello scarico a parete è regolata da dei decreti. La questione parte dal D.P.R. 412/93 fino ad arrivare al D. Lgs 102/14 passando attraverso altre leggi. Questo ultimo decreto legislativo aggiunge rispetto alle leggi precedenti:

  • Introduce altri casi in cui è possibile scaricare a parete;
  • Rivede le tipologie e le caratteristiche dei generatori che possono scaricare in facciata.

Puoi trovare il testo del decreto a questo link sul sito dell’ENEA. Si trova anche su altri link, ma nel dubbio, se un decreto è contenuto sul sito dell’ENEA, ti consiglio di prendere quello come riferimento. 

Una nota marca di caldaie ha redatto una semplice tabella che riassume i casi in cui lo scarico a parete è possibile. Senza fare pubblicità alleghiamo la tabella qui sotto. Questa tabella riporta:

  • I casi in cui è possibile effettuare lo scarico a parete;
  • Quali tipi di generatori sono ammessi in caso di scarico a parete.

 

 

 

 

Quando è possibile lo scarico a parete?

I casi in cui si può effettuare lo scarico a parete sono:

  1. sostituzione di generatori di calore individuali che già scaricavano a parete
  2. sostituzione di generatori di calore individuali che scaricavano in canna collettiva ramificata (C.C.R.)
  3. incompatibilità con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale
  4. il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto
  5. ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi a condensazione
  6. installazione di uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto

Quale tipo di generatore deve essere installato?

  • 1 e 2 il generatore di calore richiesto per la sostituzione deve essere almeno una caldaia convenzionale a gas a camera stagna.
  • 3, 4 e 5 il generatore di calore richiesto per la sostituzione deve essere almeno una caldaia a condensazione ecologiche. Per essere tali i prodotti della combustione non devono avere emissioni di NOx non superiori a 70 mg/kWh (classe 5a).
  • 6 il generatore di calore richiesto per la sostituzione deve essere almeno un generatore ibrido compatto. Deve essere quindi costituito da una caldaia a gas a condensazione ecologica i cui prodotti della combustione hanno emissioni di NOx non superiori a 70 mg/kWh (classe 5a) e da una pompa di calore avente un rendimento rispondente ai limiti minimi di legge (rif. art. 4, c. 6, lett. ‘b)’ del D.P.R. 59/09).

Questo decreto ha valore nazionale e prevarica ogni regolamento comunale.